La Legge di Bilancio 2021 prevede numerosi interventi a sostegno delle imprese italiane e comprende importanti novità sul credito di imposta. Gli aiuti programmati vogliono favorire gli investimenti privati sull’innovazione tecnologica e su una maggiore sostenibilità ambientale. In base a quanto stabilito dal Piano Transizione 4.0, il credito di imposta sarà destinato agli investimenti su beni strumentali, formazione, ricerca e sviluppo. Il provvedimento avrà modalità retroattiva e, pertanto, le agevolazioni comprenderanno anche gli investimenti effettuati dal mese di novembre 2020.
L’incentivo è rivolto a tutte le imprese italiane, a prescindere da forma giuridica, settore economico, regime contabile e dimensioni. Il credito di imposta sarà dunque utilizzabile in compensazione, in tre quote annuali di pari importo, tramite modello F24. La fruizione potrà avvenire a decorrere dall’anno di entrata in funzione o di interconnessione dei beni acquistati.
Quali spese permettono di beneficiare del credito di imposta?
L’incentivo è rivolto alle imprese che investono in beni strumentali nuovi, anche in leasing. Rientrano tra le spese agevolabili anche quelle effettuate nell’ambito della ricerca e dello sviluppo. Nello specifico, le spese possono riguardare: personale (ricercatori e tecnici); quote di ammortamento, canoni di locazione e beni materiali mobili; contratti di ricerca extra-muros; quote di ammortamento per l’acquisto da parte di terzi di privative industriali; servizi di consulenza; forniture e materiali.
L’ultimo ambito agevolabile è quello dedicato alla formazione del personale interno. Affinché possano beneficiare del credito d’imposta, gli interventi di formazione dovranno riguardare alcuni settori specifici. Essi sono: informatica, tecnologie di produzione, vendita e marketing. Inoltre, le tematiche della formazione dovranno avere come oggetto le tecnologie previste nel Piano Nazionale Impresa 4.0.